Zuckerberg, io amo i tuoi gruppi. Amo il fatto che mi ricordino tanto i vecchi forum, in cui ci si scambiano notizie, richieste di aiuto, etc. Ne frequento parecchi e sono iscritta a più di quelli che vorrei e che mi interessano. E questo grazie alla SIMPATICISSIMA funzione che ti permette di inserire i tuoi contatti senza che loro lo abbiano chiesto all’interno di un gruppo Facebook.

E io, a voi che lo fate, vi detesto e auguro le peggiori cose.

Ma alcuni gruppi sono pieni di spunti, di soluzioni, di solidarietà e comprensione, specialmente i gruppi dedicati alle professioni digitali, come la mia.

Io cerco di rispondere a tutti, se posso aiutare. Però a volte non rispondo. Volontariamente, e la saprei la risposta eh, ma proprio no. E i casi in cui sono rispondo sono:

  • “Quanto posso chiedere per questo lavoro?”: trova un gruppo di architetti. Qualcuno pone la stessa domanda? No. E sai perché? Perché si presuppone che se tu sai fare un certo lavoro, sai quanto tempo ti porta via, sai quali siano i prezzi sul mercato e sai quale è il tuo valore. Se non lo sai, é perché tu, quel lavoro non lo sai fare.
  • “Se ti dico ARGOMENTOACASO a te cosa viene in mente?” : questo è un brainstorming. I brainstorming si fanno con il proprio gruppo di lavoro. La creatività si paga. Non ti darò le mie idee, mi spiace
  • “Che tipo di contenuti posso postare sulla mia fanpage?”: questo è quello che c’è alla base di un piano editoriale. E fare i piani è un lavoro. Bisogna conoscere tutte le piattaforme, il target di riferimento etc. E io vengo pagata per questo. Quindi non lo farò per te gratis.
  • “Che canali potrei aprire per  SEGUEATTIVITA’ MERCEOLOGICA”: se ti hanno preso per seguire la comunicazione digitale, si presuppone che tu sappia perfettamente quali sono i canali più utilizzati per un determinato settore. Se ti hanno preso e tu hai questi dubbi, amico, mi sa che sei riuscito a fregare chi ti ha commissionato il lavoro.

In conclusione, se non trovi le mie risposte sotto queste richieste, chiediti perché.

 

 

5 Comments

  1. mykoize

    A me verrebbe da rispondere “Ma googlare no? O aprire un libro magari?”
    Perché la pappa pronta è facile ragazzi.
    io sono una che condivide e che aiuta, quando ci sono problemi specifici e dettagli sui quali discutere, ma se vieni a chiedermi “come si fa a bollire l’acqua” (marketing edition), beh da me risposte non ne avrai.

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  2. Salvatore

    C’è troppa improvvisazione in giro. Forum e gruppi contribuiscono colpevolmente a questo flusso pseudo informativo, e finiscono per rafforzare l’idea che sia tutto gratis perchè tanto “siamo su internet”.

    “Quanto posso chiedere per questo lavoro” è la mia preferita, anche perchè l’argomentazioe che si riporta in questi casi – il tizio in questione sembra che stia facendo quel lavoro per puro caso, tipo perchè chi stava al posto suo è improvvisamente scomparso.

    Sul rubare le idee altrui, purtroppo, posso aggiungere per esperienza diretta che è un vizio che prescinde dai social, e che nel mondo dei creativi è molto diffuso.

    Io sono arrivato al punto che raramente su FB parlo di qualsiasi cosa che abbia a che fare con il mio lavoro: anche perchè sennò passa definitivamente l’idea che chiunque possa fare qualsiasi cosa.

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    1. LaCamys Author

      quello che mi fa più paura è il sapere che, con idee rubate, consulenze chieste all’interno dei gruppi etc ci sia gente che ha ottenuto posti di lavoro. Posti per cui non è preparato e rischia di far precipitare la percezione della professionalità di chi lavora nel digitale. Non riesco ancora a non postare nulla di lavoro, perché di lavoro parlo spesso, ma capisco appieno il tuo punto di vista 🙂

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  3. LaCamys Author

    grazie Valentina! E’ bello, e consolante, vedere che questa linea d’azione sia condivisa 🙂

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  4. Come usare i gruppi Facebook per fare branding

    […] Webhouse, ho letto una bella riflessione legata al lavoro online. L’articolo firmato da Camilla Serri si concentra sull’assurdità di alcune domande lasciate nei gruppi Facebook. Domande che […]

    Reply

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