Compio 33 anni tra pochi giorni. Me ne sento 13 e 63, a seconda dei momenti. Arrivo a questo compleanno più saggia, più allegra e con una ruga nuova. Me l’ha fatta notare mia mamma qualche mese fa, ma, bontà sua, era fermamente convinta che fosse solo un segno di fondotinta.

Ho imparato che so traslocare in fretta e che detesto avere a che fare con i lavori in casa. Non mi nominate mai più un idraulico.

Ho capito che quella era casa mia la prima sera in cui sono rimasta da sola e ho camminato scalza ( Moroso, lo so che leggi, si ho camminato scalza  😀 ) e le notti in cui ho smesso di svegliarmi a ogni piccolo rumore. O ad ogni grande rumore.

Ho scoperto che le amicizie ci sono, alcune da sempre, alcune nuove. Che chi c’è sempre stato ci sarà sempre, e che a volte ti trovi a condividere un periodo brutto con qualcuno che conosci da relativamente poco.

Ho imparato in quest’anno che posso decidere di cuore e non di portafoglio, anche per quanto riguarda il lavoro.

Ho imparato che l’istinto di prendere biglietti per i concerti non sbaglia mai, e mi sono data il permesso di andarci anche se lontano, cosa che non avevo mai fatto. (ciao Damien, ci vediamo tra un mese. Due volte. Per una sono quasi 400 km, fai tu se non devi suonare Rat within the grain)

Ho riscoperto che mi piace ballare, e mi sono comprata una gonna di pelle. A tubo. E un paio di shorts.

Ho scoperto che, prima che l’anestesia totale faccia effetto su di me, servono 3 dosi. E che non è vero che si sogna. Io ho chiuso gli occhi in sala operatoria e li ho riaperti da un’altra parte, come fosse passato un secondo. Però l’anestesista aveva la cuffia con i gattini.

Ho capito l’utilità di poter inviare un referto a una tua amica, che a parte essere una tua amica è anche un medico, prima di avere un infarto per capire cosa ci sia scritto.

Mi sono ricordata che gli ospedali non li sopporto, sia che ci sia ricoverata io che altri. Anche per operazioni di routine. Anche per esami, ad essere sincera.

Ho finalmente visto la statua di Peter Pan a Londra, ho rimangiato il fish and chips e camminato sul London Bridge al tramonto, quando la luce fa sembrare tutto rosa e lilla, con l’unica compagnia che avrei voluto.

Ho trovato un tatuaggio nuovo, dopo anni che l’idea di ronzava in testa. E quando è arrivata l’intuizione giusta, tutto è entrato a posto, come un puzzle.

Ho 33 anni, ragiono come se ne avessi 13.

 

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